’azienda estone KrattWorks sta sviluppando un nuovo drone-bersaglio progettato per riprodurre le caratteristiche di volo degli Shahed a propulsione a getto, impiegati dalla Russia contro l’Ucraina. Il sistema consentirà alle forze armate di addestrarsi all'intercettazione di queste minacce utilizzando bersagli realistici. La presentazione del primo prototipo è prevista entro la fine del 2027.
Il progetto nasce dalla necessità di adeguare l'addestramento della difesa aerea all'evoluzione dei droni d'attacco russi, sempre più veloci e difficili da intercettare rispetto alle precedenti versioni con motore a pistoni.
Un bersaglio che riproduce il comportamento degli Shahed
Il nuovo velivolo senza pilota sarà progettato per simulare le prestazioni e il comportamento operativo degli Shahed a reazione, consentendo agli operatori dei sistemi antiaerei e degli intercettori di esercitarsi contro bersagli rappresentativi delle minacce reali.
Ranno Pajuri, responsabile dello sviluppo commerciale di KrattWorks, ha spiegato che l'azienda dispone già di software adattabili a differenti piattaforme, ma che l'incremento delle velocità comporta ulteriori difficoltà tecniche.
L'obiettivo è ottenere un prototipo sufficientemente affidabile per le dimostrazioni operative entro il 2027. Non sono ancora state comunicate le specifiche tecniche definitive del nuovo drone.
L'iniziativa si inserisce in un settore nel quale i produttori di sistemi anti-drone cercano di sviluppare intercettori economici, realizzabili in grandi quantità e con componenti facilmente reperibili.
L'esperienza maturata in Ucraina
KrattWorks collabora con le Forze Armate ucraine, alle quali ha già fornito droni d'attacco monouso e piattaforme da ricognizione, tra cui il Ghost Dragon ISR.
L'azienda studia gli attacchi condotti con UAV nel conflitto e l'evoluzione delle tattiche operative per aggiornare i propri sistemi e rendere più realistico l'addestramento.
L'Ucraina figura tra i potenziali utilizzatori del nuovo drone-bersaglio, che potrebbe consentire ai reparti della difesa aerea di esercitarsi contro simulazioni degli Shahed più recenti.
KrattWorks produce attualmente i propri sistemi in Estonia e dichiara di disporre della capacità industriale necessaria per incrementare la produzione. La società non esclude inoltre il trasferimento parziale delle attività produttive nei Paesi acquirenti, qualora i volumi degli ordinativi lo giustificassero.
DART e DART-R: i bersagli già disponibili
Il nuovo progetto si affiancherà a una gamma di droni-bersaglio già sviluppata dall'azienda estone.
Tra questi figura il DART, velivolo ad ala fissa destinato all'addestramento con mitragliatrici pesanti, cannoni antiaerei e missili per la difesa aerea.
Secondo le specifiche pubblicate dal produttore, il DART presenta un'apertura alare di 2,2 metri, una velocità di crociera di circa 200 km/h e un'autonomia di volo dichiarata di 110 minuti.
Il DART-R, invece, è un bersaglio ad ala volante che può essere equipaggiato con riflettori radar per modificarne la segnatura e simulare differenti tipologie di minacce aeree. Anche questo modello può raggiungere i 200 km/h.
Completa la gamma il PARM, un quadricottero concepito per le esercitazioni di tiro contro piccoli droni.
Si tratta di sistemi già destinati all'addestramento antiaereo, mentre il futuro simulatore degli Shahed a getto rappresenterà un ulteriore sviluppo della famiglia.
Ucraina, intercettato soltanto il 57% degli Shahed a getto
La necessità di addestrarsi contro bersagli più veloci emerge anche dai dati diffusi dalle autorità ucraine.
Secondo un rapporto pubblicato nel settembre 2026 dall'Institute for Science and International Security, la Russia avrebbe impiegato nel solo mese di agosto circa 5.166 droni della famiglia Shahed, compresi i velivoli utilizzati come esche.
Il 28 settembre, l'Ufficio del Presidente ucraino ha comunicato che le proprie forze armate avevano raggiunto un tasso complessivo di abbattimento dei droni del 70%, considerando le versioni con motore a pistoni e quelle a reazione.
Per i soli Shahed a getto, tuttavia, la percentuale dichiarata scende al 57%.
Kyiv sta quindi accelerando la sperimentazione di nuovi intercettori, alcuni dei quali sono già utilizzati da unità operative, pur richiedendo ulteriori perfezionamenti prima di un impiego su larga scala.
L'aumento delle prestazioni dei droni d'attacco impone infatti nuovi requisiti sia agli intercettori sia ai sistemi di individuazione, tracciamento e ingaggio.
KrattWorks punta anche al mercato statunitense
Parallelamente allo sviluppo del nuovo bersaglio, KrattWorks sta rafforzando la propria presenza internazionale.
L'azienda intende promuovere le proprie soluzioni all'AUSA Annual Meeting 2026, in programma dal 12 al 14 ottobre a Washington, con l'obiettivo di ampliare le opportunità commerciali negli Stati Uniti.
La società opera già su diversi mercati europei e sta cercando di estendere la propria presenza anche in Asia e Africa.
Il nuovo simulatore degli Shahed si inserisce così in un mercato in crescita: quello dei sistemi di addestramento capaci di riprodurre minacce aeree sempre più complesse, senza dover utilizzare veri droni d'attacco durante le esercitazioni.
Per le forze armate europee, la possibilità di disporre di bersagli rappresentativi degli Shahed consentirebbe di verificare le prestazioni dei sistemi antiaerei e di preparare gli operatori alle caratteristiche delle minacce incontrate quotidianamente nei cieli ucraini.
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