A Palazzo dell'Arsenale di Torino, sede della Scuola Ufficiali dell'Esercito, è stato inaugurato l’Anno Accademico e Scolastico 2026-2027 degli istituti di formazione dell’Esercito.
Alla cerimonia hanno partecipato il Capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Luciano Portolano, e il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale di corpo d’armata Carmine Masiello.
Era presente anche il Comandante per la Formazione, Specializzazione e Dottrina dell’Esercito, generale di corpo d’armata Antonello Vespaziani, insieme ad autorità militari, civili, religiose e accademiche.
I rintocchi della Campana del Dovere hanno accompagnato uno dei momenti della cerimonia, richiamando i frequentatori ai valori e alle responsabilità legati al comando e al servizio del Paese.
Nel corso dell’evento sono stati premiati gli Ufficiali e gli Allievi che, al termine del primo anno di corso, si sono classificati primi nel merito complessivo.
Portolano indica tre qualità
Nel suo intervento, Portolano ha richiamato le tre qualità che ha dichiarato di avere sempre apprezzato nei leader incontrati durante il proprio percorso: carattere, coraggio e competenza.
Il generale ha descritto il carattere come la forza interiore necessaria per restare fedeli ai propri valori anche nelle circostanze contrarie. Da questa coerenza, ha osservato, deriva la credibilità.
Rivolgendosi ai giovani, Portolano li ha invitati a non sostituire l’essere con l’apparire in un’epoca segnata da follower e like. «Il rumore passa, il servizio resta», ha affermato.
Il carattere, secondo il Capo di Stato Maggiore della Difesa, comprende anche la capacità di operare in una squadra coesa e nel rispetto della gerarchia. Il futuro, ha aggiunto, nasce dalla combinazione tra idee innovative ed esperienza.
Il coraggio nelle decisioni
Portolano si è poi soffermato sul coraggio morale, inteso come disponibilità a prendere decisioni difficili e ad assumerne pienamente la responsabilità. Comandare, ha spiegato, significa scegliere accettando responsabilità e rischi.
Il generale ha ricordato che «il rischio zero non esiste». Il compito del comandante consiste quindi nel ridurre i rischi senza compromettere la missione assegnata.
Parlando «non da Generale, ma da vecchio soldato», Portolano ha espresso fiducia nei frequentatori: «Ho imparato a onorare le responsabilità del comando sul campo e sono certo che voi farete altrettanto».
La competenza, infine, richiede anzitutto la capacità di comprendere il contesto operativo. Portolano ha collegato questo aspetto agli scenari e a tre dinamiche che, a suo giudizio, devono essere conosciute a ogni livello perché riguardano la sicurezza e la cultura della difesa.
Formazione tra tecnologia e valori
La cerimonia ha posto l’accento sul ruolo della formazione nel processo d’innovazione e sulla funzione dei valori quale fondamento dell’identità militare.
La preparazione dei futuri Comandanti punta a sviluppare competenze, adattabilità e pensiero critico, consolidando al tempo stesso lealtà, disciplina e senso del dovere.
Secondo l’impostazione illustrata durante l’evento, l’integrazione tra competenze, tecnologia e valori deve consentire all’Esercito di affrontare le sfide future mantenendo la propria identità.
Il Comandante della Scuola Ufficiali dell’Esercito, generale di divisione Giovanni Brafa Musicoro, ha spiegato che le Scuole dell’Esercito, compresa l’Accademia Militare, mirano alla trasformazione della persona, del militare e del futuro Comandante.
Il relativo percorso formativo, ha aggiunto, deve essere aggiornato costantemente per restare adeguato a un mondo in continua evoluzione.
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