Durante l'audizione davanti alla commissione Affari esteri e Difesa del Senato sul disegno di legge per il rafforzamento e l'adeguamento della capacità di difesa nazionale, il ministro della Difesa Guido Crosetto ha illustrato le linee guida per la creazione del nuovo Centro interforze per l'addestramento e il contrasto alla minaccia ibrida.
Un'iniziativa strategica che, oltre a riorganizzare le competenze interne del Paese, punta a candidarsi come punto di riferimento e apripista per l’intera Unione Europea.
I Punti Chiave del Progetto
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Superamento della frammentazione: Il centro unificherà le esperienze e le risorse finora disperse e non comunicanti tra le diverse Forze armate.
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Oltre il dominio cyber: Non si limiterà alla sicurezza informatica, ma affronterà attivamente disinformazione, operazioni psicologiche (PsyOps) e comunicazione strategica (StratCom) per neutralizzare campagne ostili e manipolazioni informative.
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Funzione di "Cervello" diffuso: La struttura opererà come polo primario di analisi, sviluppo e formazione, con l'obiettivo di distribuire competenze specializzate in modo capillare in ogni reparto, brigata e unità operativa.
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Ambizione Europea: Agire d'anticipo permetterà all'Italia di posizionarsi come leader nel settore, creando i presupposti per attrarre e guidare una futura struttura continentale dedicata alla difesa ibrida.
Verso una Difesa Non Convenzionale e il Modello dei COE NATO
Il disegno di legge – fortemente voluto dai vertici militari per adeguarsi a un contesto geopolitico in rapida trasformazione – risponde alla natura mutevole dei conflitti moderni, sempre meno legati agli schemi della guerra tradizionale. Sabotaggi, interferenze informatiche, pressioni sulle infrastrutture critiche e sulle catene di approvvigionamento richiedono una risposta sistemica, rapida e integrata.
L'architettura delineata dal ministro richiama idealmente il modello dei Centri di Eccellenza (COE) della NATO — come il NATO Strategic Communications Centre of Excellence di Riga —, nati per accentrare ricerca, analisi e sviluppo dottrinale su specifiche aree della sicurezza. Tuttavia, rispetto a un COE tradizionale che opera tipicamente su un singolo pilastro verticale (come la sola StratCom), il nuovo centro italiano si spinge oltre: adotta un approccio multidominio e olistico, integrando sotto un unico "cervello" interforze il contrasto alla disinformazione, la difesa cibernetica, le operazioni psicologiche e la protezione delle infrastrutture critiche.
Posto alle dirette dipendenze del Capo di Stato Maggiore della Difesa, il nuovo centro si occuperà anche di pianificare esercitazioni su scenari complessi, combinando attacchi cyber, minacce cognitive e operazioni militari convenzionali. All'interno dello stesso provvedimento trova spazio il potenziamento del dominio cyber, grazie all'introduzione della figura dello specialista cyber militare e a incentivi economici mirati a trattenere professionalità altamente qualificate all'interno della Difesa.
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