Roma – In un'intervista rilasciata alla BBC, il Ministro della Difesa italiano, Guido Crosetto, ha criticato duramente l'ipotesi o le mosse dell'amministrazione statunitense guidata da Donald Trump volte a limitare l'accesso dell'Ucraina ai sistemi satellitari e alle informazioni d'intelligence. Secondo Crosetto, tali restrizioni costituiscono "un errore totale, un errore enorme" che rischia di prolungare l'invasione russa invece di favorire il raggiungimento della pace.
Le critiche alla linea dell'amministrazione Trump
Il ministro della Difesa ha avvertito che ridurre il sostegno d'intelligence a Kyiv "non ha assolutamente alcun senso".
"La pace arriverà quando Putin si sarà convinto di essere in una fase di stallo, da cui non può più avanzare", ha spiegato Crosetto dalla sede del Ministero a Roma. "Se Putin vede debolezza dal lato ucraino — e privare l'Ucraina delle risorse crea debolezza — allora crederà di poter vincere e continuerà la guerra".
I funzionari statunitensi hanno ridimensionato le ricostruzioni su rallentamenti intenzionali delle reti internet o sull'interruzione degli allarmi aerei. Tuttavia, la presa di posizione di Crosetto si inserisce in un contesto di crescenti tensioni tra Roma e Washington. Soltanto pochi giorni fa, la Premier Giorgia Meloni aveva definito "molto rischiosa" l'intesa siglata da Trump per l'acquisto di diesel dalla Russia, sottolineando come tale mossa rischi di "concedere legittimità alla Russia" proprio mentre continua i bombardamenti.
Il sostegno italiano e le sfide politiche interne
Nonostante lo scetticismo dell'opinione pubblica, il governo Meloni ha mantenuto una linea di fermo sostegno all'Ucraina, inviando sia aiuti militari che umanitari. Crosetto ha ribadito che il supporto militare proseguirà "finché questo governo rimarrà in carica".
Tuttavia, il ministro ha ammesso che far approvare nuovi pacchetti di aiuti in Parlamento diventerà più complesso con l'avvicinarsi delle elezioni politiche (previste entro la fine del 2027). Sullo sfondo cresce la pressione politica di figure interne all'area di destra, come Roberto Vannacci (alla guida della formazione Futuro Nazionale), contrario all'invio di ulteriori armi e risorse a Kyiv.
Rispondendo su Vannacci e sul suo posizionamento, Crosetto ha liquidato la questione spiegando di avere "affari più seri di cui occuparsi", ribadendo una condanna netta dell'aggressione russa:
"Quando uno Stato attraversa i confini di un altro Stato con i carri armati, quando bomba ospedali e scuole, uccide civili e colpisce centrali elettriche da quattro anni, posso descrivere tutto questo soltanto come male".
Opinione pubblica, disinformazione e minacce informatiche
I sondaggi mostrano come la maggioranza degli italiani sia contraria al proseguimento dell'invio di armi (un sondaggio dell'Istituto Ixè registrava il consenso al solo 18%). Tra le cause vi sono i rincari energetici, il costo della vita, le proteste studentesche e dei trasportatori, oltre a una radicata tradizione pacifista.
Crosetto individua tra i fattori determinanti anche una massiccia campagna di disinformazione condotta da Mosca:
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Disinformazione mirata: Operazioni dirette a influenzare figure politiche e narrazioni per indebolire il clima politico contrario alla Russia e orientare l'opinione pubblica.
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Prezzi e percezione dei cittadini: Crosetto ha osservato quanto sia difficile spiegare a un cittadino alle prese con il caro carburante che non si possono fare concessioni alla Russia, pur essendo l'unico modo per difendere il futuro di quello stesso cittadino.
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Minacce cyber e incidenti: Il ministro ha chiarito che l'incendio avvenuto in un deposito d'armi vicino a Roma non è stato un atto doloso ma frutto di "stupidità umana", così come non sono state provate le notizie su presunti attacchi con droni. Ha tuttavia confermato l'esistenza di centinaia di cyberattacchi quotidiani attribuiti alla Russia, evidenziando la necessità di una risposta europea più incisiva: "Non si può vincere una guerra se non si reagisce".
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